Assolto Liberato Volpe per non aver commesso il fatto

Assolto Liberato Volpe per non aver commesso il fatto

  • Posted by Administrator
  • On 10 Gennaio 2017
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Il tribunale di Foggia: l’ex presidente della cooperativa socio-sanitaria Css non ha commesso il fatto. Si conclude un calvario giudiziario durato cinque anni. L’avvocato Prencipe: “Una vicenda tristemente emblematica dell’eccesso del ricorso alle misure cautelari”


ISERNIA. E’ stato assolto lo scorso 28 dicembre, con formula piena, per non aver commesso il fatto. Liberato Volpe, ex presidente della cooperativa socio-sanitaria Css di Isernia, è risultato innocente, dinanzi al tribunale di Foggia, dopo cinque anni di calvario giudiziario. L’imprenditore isernino era accusato di falso e truffa aggravati in danno dell’Asl di Foggia. Arrestato l’8 maggio 2011 dalla Guardia di Finanza di San Severo, Volpe era finito inizialmente in carcere, benché incensurato, per poi scontare i domiciliari fino al successivo 19 luglio, quando fu rimesso in libertà. Una vicenda che gli ha lasciato ferite profonde, incancellabili, “con conseguenze – racconta oggi Volpe – umane, familiari e professionali devastanti”.

Volpe era accusato di aver intascato somme non dovute per circa 500mila euro. Una truffa consistente nell’emettere fatture per servizi sanitari, soprattutto di assistenza domiciliare ad anziani, attestanti prestazioni mai fornite o riguardanti attività effettivamente svolte, ma diverse da quelle specificate nelle determine dirigenziali di riferimento. Egli si era sempre professato estraneo ai fatti, sostenendo di vantare un credito appunto di 500mila euro nei confronti della Asl pugliese, richiamando una legge regionale che prevedeva un adeguamento dei compensi corrisposti. Inoltre, i militari della Guardia di Finanza sequestrarono per circa una settimana la sede della cooperativa Css in via Libero Testa 15 a Isernia. Un immobile del valore di circa 200mila euro, che doveva servire a recuperare in parte le somme ottenute in maniera asseritamente indebita da Volpe. Nei confronti della Css, tuttavia, la Asl di Foggia non si è mai costituita parte civile. Un dato significativo, secondo gli avvocati difensori del’imprenditore, Guido De Rossi di San Severo e Mariano Prencipe di Campobasso, legale anche della Css.

Far emergere la verità, vista la mole delle accuse, non era facile: ma il lavoro dei legali è stato premiato in toto. Smontato pazientemente il castello accusatorio della procura foggiana, si è giunti, lo scorso 28 dicembre, all’assoluzione sia di Volpe – che nemmeno si occupava direttamente dei rapporti con la Asl di Foggia – sia della cooperativa Css, la quale rischiava, tra l’altro, l’interdizione dai pubblici affidamenti.

“Abbiamo lavorato in Puglia per circa 12 anni – ricorda Volpe – facendoci conoscere da tutti per la serietà e la correttezza del nostro operato. I presupposti per l’arresto neppure c’erano, a nostro avviso. Ma alla fine, nonostante tutto, la giustizia ha fatto il suo corso e mi ha dato ragione”.

Molto soddisfatto anche l’avvocato Prencipe, che tuttavia non ha mancato di sottolineare come la vicenda sia “tristemente emblematica dell’eccesso del ricorso alle misure cautelari”.

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